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Return: il finale con un percorso di teatro immersivo che coinvolgerà 14 spettatori

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Il progetto, alla sua seconda edizione, ha coinvolto da maggio gli abitanti e i luoghi di Rende paese, mettendo in luce lo svuotamento identitario e fisico dei centri storici

RENDE :: 24/08/2026 :: Un progetto che nasce dall’incontro tra teatro immersivo, memoria e ricerca audiovisiva, che coinvolgerà 14 spettatori per condividere lo stesso spazio fisico degli attori, diventando parte attiva della storia.

“Return – Museo delle storie perdute” si prepara alla sua conclusione, giovedì 27 agosto alle 18:00, Cabina elettrica in Via Santa Maria, nel centro storico di Rende, che da maggio si è trasformato in un museo all’aperto non convenzionale, grazie alle narrazioni raccolte attraverso laboratori di scrittura, interviste, esplorazioni urbane, attività intergenerazionali e performative.

A promuovere Return, sotto la direzione artistica di Maria Grazia Bisurgi, il Collettivo ConimieiOcchi, realtà attiva in Calabria e in ambito nazionale nel campo delle arti sceniche e partecipative, della pedagogia teatrale e della narrazione comunitaria.

Il percorso, che prende il nome di Pastorale multimediale, sarà un cammino, un’esperienza all’interno del centro storico di Rende, tra parole, soundscapes, e video, frutto della ricerca di Michele Trotta, scrittore, Alessandro Rizzo, compositore di musica elettronica,

e Nanni Spina, autore audiovisivo.

Non esiste una platea da cui osservare ciò che accade: lo spettatore attraversa i luoghi, li ascolta, li guarda e li vive. Il centro storico di Rende diventa così non soltanto l’ambientazione dello spettacolo, ma uno dei suoi protagonisti.

I vicoli, le piazze, le case e il paesaggio custodiscono infatti tracce di vite, voci e trasformazioni. Return nasce dall’esigenza di raccogliere e restituire queste storie: racconti di una vita passata, memorie che rischiano di perdersi nel tempo, trasformazioni di luoghi e comunità, ma anche ciò che ancora resiste e rimane, nonostante il dilagare delle logiche capitalistiche.

Un modo nuovo di attraversare il presente, che nasce dal progressivo svuotamento identitario e fisico dei centri più piccoli, dove il passato continua a parlare attraverso i propri abitanti, esercitando una piccola resistenza.

«Sono un testimone dello spopolamento del mio paese, Santa Sofia D’Epiro – dice lo scrittore Michele Trotta. «Per me Return è stata una preghiera (laica) ed una riflessione continua. Rintracciare tante analogie con i miei luoghi ha facilitato l’atto creativo. Lavorare a distanza sulle interviste di Nanni Spina e Alessandro Rizzo, è stato sfidante» conclude Trotta. «Le interviste mi hanno accompagnato come un mantra. Alcune le ho anche sognate. Riscriverle deformandole è stato il mio atto d’amore e di dolore per questa terra» conclude Trotta.

Anche per Nanni Spina, la ricerca è stata soprattutto un’occasione di incontro e di costruzione di una memoria condivisa «aggiungendo alla memoria collettiva qualche tassello della storia di questi centri abitati, che sì è vero, si spopolano – riflette – ma è anche vero che ancora non sono deserti. Con Return abbiamo avuto la possibilità di ragionare coralmente su quanto riportano questi racconti, raccolti in questa Resistenza Rennitana. Gli abitanti di Rende Centro Storico resistono, semplicemente abitando. Incontrando queste persone, ognuno di noi partecipanti, ha restituito una visione personale ma anche, in qualche modo, condivisa, di quella che è la vita di questi centri abitati, che in diversi modi e misure subiscono l’abbandono».

Pastorale Multimediale è per ConimieiOcchi il primo esperimento di teatro immersivo: un’esperienza di spettacolo dal vivo nella quale vengono messi da parte i confini tradizionali tra scena e pubblico, e 14 spettatori potranno condividere lo stesso spazio fisico di attrici e attori.

Return non è solo un museo da visitare, ma da attraversare: un archivio vivo e temporaneo fatto di persone, ricordi, suoni e immagini, nel quale ciò che sembra perduto può tornare a farsi presente.

Return è organizzato in collaborazione con Pro Loco Arintha Centro Storico e Centro Women’s studies Unical, Auser, Casa dei diritti sociali focus Cosenza, Strade di Casa.