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Terracotta – Osteria con Brace: a Roma il nuovo indirizzo dove la tradizione passa dal fuoco

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ROMA :: 04/05/2026 :: A pochi passi dall’Auditorium di Roma, in via Maresciallo Pilsudski 44, apre Terracotta – Osteria con Brace, il nuovo progetto firmato dal gruppo Idra Holding, composto da giovani imprenditori già dietro a Osteria della Parola e Caligola. Il locale porta tra i quartieri Flaminio e Parioli un concept preciso: mettere la brace al centro dell’esperienza, non solo come tecnica di cottura ma come elemento identitario che attraversa l’intero menu.

Curato dagli architetti Gianmarco Iannelli e Michela Massimi, Terracotta combina eleganza e richiami vintage, anche grazie ai dettagli realizzati dall’artigiano del legno Fabrizio Belze. All’ingresso, la brace a vista accoglie gli ospiti e definisce immediatamente il tono del locale, mentre le sale interne alternano tonalità calde e materiali naturali. Con circa 80 coperti interni e uno spazio esterno da 30-40 posti, Terracotta si presenta come un ambiente accogliente, pensato per una ristorazione conviviale ma curata.

La cucina: dalla tradizione alla brace

Il menu, curato dallo chef Davide Ribatti, si muove lungo una linea chiara: partire dalla tradizione italiana e lavorarla attraverso tecnica e fuoco.
In questa visione, la brace non è solo una tecnica, ma un vero linguaggio. Come racconta lo chef, “la mia cucina ascolta la terra e lascia che il fuoco racconti ogni ingrediente: è un equilibrio tra istinto e precisione, dove pochi elementi, scelti con cura, arrivano al punto giusto per esprimersi con verità”.

Non ci si limita dunque ai secondi, ma questa cottura entra in modo trasversale nella costruzione dei piatti. È il caso del Cannellone Terracotta, dove la salsa di pomodoro viene lavorata alla brace, o del Cappellaccio del cacciatore, in cui il ripieno richiama il pollo alla cacciatora ma viene affumicato per aggiungere profondità. Anche portate apparentemente più semplici seguono questa logica: le linguine burro, alici e tartare giocano sull’affumicatura del burro, mentre tra gli antipasti il midollo alla brace e le consistenze di pomodoro mostrano come il fuoco possa lavorare sia su materie grasse sia su ingredienti vegetali. Il risultato è una cucina che resta riconoscibile ma introduce una lettura più contemporanea, costruita su tecnica e intensità del gusto.

Carne e brace: il cuore del progetto

La carne rappresenta uno degli elementi centrali della proposta, valorizzata sia attraverso la cottura diretta sia tramite lavorazioni specifiche. Il ristorante dispone infatti di un maturatore per la frollatura dry age, che consente di lavorare i tagli fino a circa 60 giorni, intensificando sapore e consistenza. La sezione brace è ampia e costruita per offrire diversi livelli di esperienza: dal galletto alla brace alla tagliata di manzo, fino ai tagli più importanti come filetto e T-bone in diverse selezioni. Accanto a questi, il menu mantiene un legame forte con la tradizione italiana, con piatti come polpette al sugo, pollo alla cacciatora e tartare servita al tavolo, creando un equilibrio tra immediatezza e ricerca.

Tra tradizione e contaminazione

Uno degli elementi distintivi di Terracotta è la capacità di muoversi tra linguaggi diversi senza perdere coerenza.
Accanto ai piatti più classici trovano spazio proposte che introducono influenze esterne, come il Sando Ariccia Tokyo, il tacos di coda alla vaccinara o preparazioni come il fried chicken. Anche il vegetale ha un ruolo preciso, con piatti come il già citato Consistenze di pomodoro dove il pomodoro viene lavorato in diverse preparazioni: concassé fresco, cotto alla brace, marinato, polvere e ghiacciato per essere grattugiato.
Il filo conduttore resta sempre lo stesso: partire da sapori riconoscibili e portarli in una dimensione più contemporanea attraverso tecnica e lavorazione.

La carta vini

L’offerta enologica – curata dalla sommelier e direttrice di sala Federica Moretto – conta circa 120 etichette, costruite per accompagnare una cucina strutturata e centrata sulla brace. La selezione privilegia vini rossi, con un focus particolare su Toscana e Piemonte, territori naturalmente affini a una proposta gastronomica fatta di carni, affumicature e sapori intensi. Accanto a questa matrice più classica, trova spazio una sezione dedicata ai vini naturali e artigianali, pensata per offrire un contrappunto più dinamico alla componente grassa e alla profondità dei piatti. Si tratta di etichette selezionate per freschezza e bevibilità, capaci di dialogare con la cucina non per contrasto ma per equilibrio, accompagnando la brace senza sovrastarla. La carta si muove così tra struttura e immediatezza, alternando referenze più importanti a proposte più contemporanee, con l’obiettivo di offrire uno strumento chiaro ma non banale, che permetta al cliente di orientarsi tra abbinamenti classici e percorsi meno convenzionali.

Un’osteria elegante ma accessibile

Pur con un design ricercato e una proposta gastronomica strutturata, Terracotta mantiene un posizionamento accessibile per la zona.
L’obiettivo è chiaro: costruire un’osteria contemporanea capace di unire comfort food, tecnica e identità, diventando un punto di riferimento sia per il quartiere sia per chi cerca una cucina di tradizione interpretata con un approccio più attuale.